Come ti vedi nel tuo orticello?

Ognuno di noi costruisce il proprio orticello fatto di successo, benevolenza, ricchezza, altruismo, appagamento o sfruttamento. C'è chi, nel proprio orticello, può mettersi comodo, lasciare che il tempo passi e scoprire se è abbastanza grande per tutti coloro che ama. In questo c'è chi si alza presto per curarlo fino a tardi. C'è chi ne acquista tanti, lasciando che gli altri facciano il suo lavoro o chi si sporca le mani con l'ultimo arrivato; il primo ad entrare e l'ultimo ad uscire. Possiamo lavorare e regalare il risultato del nostro raccolto,  augurandoci di ricevere lo stesso quando riposiamo perché troppo stanchi. Possiamo recintarlo e non accettare nessuno, perché tanto siamo di quelli che è meglio da soli che in cattiva compagnia. Possiamo insegnare quanto abbiamo imparato o condividere i frutti del nostro raccolto. Possiamo offrirci come braccianti e lavorare per un piatto di riso o offrire il nostro contributo e suddividere i risultati. Possiamo essere quelli che riuniscono le persone per progettare idee e costruire sogni. Quelli che urlano col cuore. Quelli dallo sguardo fiero e generoso, che piangono quando l'idea condivisa diventa materia, decisione, azione e risultato. Possiamo essere quello vogliamo, ma la scelta determina il nostro essere e - di riflesso - il nostro esistere: guardare il nostro orticello che cresce o ammirare le persone che si prodigano per fare ciò che questo accada.