Un pagamento che non arriva, o che arriva in ritardo, ci costringe a decisioni che incidono tanto sulla sfera professionale quanto su quella privata. Le preoccupazioni che ne derivano alterano il nostro stato d’animo, colonizzano spazi e tempi, e finiscono per sconfinare ben oltre le canoniche otto ore di lavoro.
Ogni scelta che prendiamo coinvolge inevitabilmente anche i nostri cari, trascinando dentro le mura domestiche le conseguenze di dinamiche economiche che dovrebbero restare circoscritte al lavoro.
Ogni ritardo, ogni mancanza, non pesa solo sul conto corrente, ma sulla serenità delle relazioni e sulla qualità della vita.
Le aziende non acquistano solo ore e competenze, ma pezzi di vita. Per questo il valore del lavoro va misurato non solo in denaro, ma nell’impatto che ha sugli esseri umani che lo compiono.