Restiamo umani – Lavoriamo per essere persone migliori

Restiamo Umani – Lavoriamo per essere persone migliori,  è la campagna a marchio Crearts che sta coinvolgendo una serie di professionisti appartenenti a tre settori –  comunicazione, arti visive e logistica – direttamente collegati con la mia vita personale e professionale.

Il progetto, partito a giugno 2023, prevede una serie di video interviste che raccontano, attraverso la scelta di testimonial accuratamente selezionati, un altro modo di intendere la professione, il lavoro, la vita. Un modo umano e appassionato, a mio avviso l’unico, che consente di generare bellezza e, quindi, valore all’interno della società. Un valore dal quale è possibile far nascere sviluppo e crescita: umana, economica, sociale.

Il concept

Abbiamo bisogno di umanità. Quanto è umano il tuo brand?

Questa è la domanda che ogni marca dovrebbe porsi per riuscire a posizionarsi nella mente e nel cuore delle persone: processo che accresce l’apprezzamento e l’autorevolezza di un brand virtuoso e durevole nel tempo.

Non esiste la marca perfetta così come non esiste l’uomo, la donna e il bambino perfetto (ammenochè il bambino non sia il cyborg David di AI che, per essere amato dalle persone che scelgono di adottarlo, come Pinocchio, persevera nel sogno di diventare un bambino umano). Ognuno di noi è amato con o per le proprie imperfezioni. Sono soprattutto le nostre diversità a renderci unici. In caso contrario saremmo simili a dei perfetti replicanti; come le copie di se stesso che David scopre già inscatolate e pronte alla vendita.

Nelle arti visive le imperfezioni sono segni distintivi di unicità, veridicità e valore economico. Sono imperfette, vere e uniche – ad esempio – le pennellate sgrammaticate di Van Gogh, il dripping di Pollock, i volti del periodo blu di Picasso, l’arte degenerata, autentica e leale, che combatte contro la perfetta propaganda dell’arte nazista. Perfino la Gioconda di Leonardo da Vinci, i non finiti e i dipinti della Cappella Sistina di Michelangelo non sono perfetti.

Quest’era ci consegna la perfezione come obiettivo da raggiungere e comunicare per aver seguito e successo: le nostre giornate devono essere perfette, così come perfetti devono essere i nostri amici, il nostro lavoro, il nostro corpo e il nostro outfit. L’essere umano non è perfetto e qualora si pensi a AI come lo strumento perfetto per raggiungere risultati perfetti, ciò significa che stiamo perdendo l’individualità come caratteristica di unicità e differenziazione.

Le nostre imperfezioni sono perfette per essere amate e questo è il primo punto sul quale costruire una vita felice. Restiamo umani scriveva Vittorio Arrigoni. Concediamoci l’opportunità di costruire, nutrire e divulgare i principi di umanità. Ciò significa fidarsi, amare, essere sicuri che nell’altro ci sia del buono.

Restare umani significa focalizzare la crescita nella condivisione più che nella moltiplicazione. Il genere umano è da sempre proiettato alla conquista e l’errore di fondo sta nel ritenere la moltiplicazione l’operazione con la quale ottenere la crescita. La crescita si costruisce attraverso una visione antropocentrica, nella quale la persona è il principale fulcro per lo sviluppo economico, sociale e culturale.

Credo nella condivisione, autentica e appassionata, quale metodo logico-operativo primario per la diffusione della conoscenza: asset per il benessere del singolo e della collettività. Credo nella passione e nell’autenticità quali sentimenti necessari per sviluppare o supportare progetti di cui essere orgogliosi. Credo nel lavoro come processo di evoluzione e sviluppo dell’uomo; progetto di vita autentico e appassionato. Autenticità e passione generano bellezza. La bellezza produce amore. L’amore, di qualsivoglia natura, ci aiuta ad essere persone migliori.