Agire

Leonardo da Vinci ha scritto:

“Il sapere non è sufficiente, dobbiamo applicare. Il volere non è sufficiente, dobbiamo fare”

Se vogliamo cambiare le cose, se vogliamo migliorarci, se vogliamo davvero allora dobbiamo agire.

Qualsiasi azione sana che ci apprestiamo a compiere porterà benefici a noi e a chi crede in noi. Concordi? Ne sei consapevole? Lo vuoi?

Alzati e inizia a cambiare quello che non ti piace.

Essere consapevoli è utile. Agire è necessario.

Ferito (vivo e con la volontà di guardare avanti).

“Se potessi ricominciare / a un milione di miglia da qui / mi controllerei/ troverei un modo.”

Hurt é stata composta dai Nine Inch Nails nel 1994 e ripresentata, tra gli altri, da Johnny Cash nel 2003.

Quella di Cash è la riproposta vocale di un testo che è, per composizione e scopo, poesia funzionale al ricordo. Hurt rappresenta il manifesto conclusivo di una vita che poteva essere migliorata, una dichiarazione di colpevolezza che ripercorre le strade della memoria.

“Indosso questa corona di spine / seduto sul mio trono di bugiardo / colmo di pensieri rotti / che non posso aggiustare.”

Mentre canta questa strofa Cash è seduto davvero sulla poltrona della sua casa natale a Nashville, trasformata prima in museo e poi lasciata in completo stato di abbandono. La scelta non è casuale.

Ascolto la canzone, guardo il video e scelgo un’altra chiave di lettura. Voglio riflettere sulle opportunità che la vita ci concede, perché le opportunità arrivano e a noi non resta che riconoscerle e utilizzarle al meglio.

Riflettere sul “Se potessi ricominciare” significa già ricominciare, mettere un punto e continuare a guardare avanti, ricucire le ferite e guardarle guarire. Le cicatrici rappresenteranno i segni del nostro coraggio e della nostra determinazione.

Voler ricominciare significa credere in se stessi, riguardare il mondo a colori, con occhi rigenerati, e perché no, un mondo dai colori così saturi e contrasti, così come voluti da Cash, da essere solo nostro.

Ricominciare e seppur feriti ancora vivi e con la volontà di guardare avanti.

Fisicità di marca

Una marca non solo da guardare ma soprattutto da toccare.

Creare fisicità di marca significa dargli corpo, sostanza; costruire quei presupposti che possano rendere il brand palpabile.

Le aziende di produzione hanno maggiore predisposizione a creare delle buone marche palpabili. Posso toccare Mercedes-Benz, Caterpillar, Ceres, Barilla e così via. A tal proposito il prodotto si interpone tra il richiedente e l’offerente creando squilibrio sensoriale. Il valore tangibile del prodotto ha maggiore peso del valore intangibile della marca.

Le aziende di servizi fanno maggiore difficoltà a comunicare fisicità di marca, ma quando ci riescono, possono essere in grado d’instaurare legami a lungo termine.

I brand di prodotto creano attrattiva. I brand di servizi empatia.

La proposta immateriale del servizio favorisce l’interconnessione umana equilibrando i rapporti tra le persone. Nessuna distrazione. Nell’offerta dei servizi ci si guarda negli occhi, si instaura una partnership che è fisicamente e ideologicamente palpabile.

Migliorare è meglio che essere migliori

Non voglio essere migliore di nessuno.

Anche da ragazzo, a scuola, non ho mai sopportato le classifiche e oggi preferisco il giudizio ai voti.

Migliorare e non essere migliori. Preferisco scegliere le qualità della persona, piuttosto che confrontarne le competenze.

In Crearts ho scelto le persone che concorrono al miglioramento delle capacità intellettive, relazionali ed empatiche.

In Crearts sono stato scelto perché l’onestà emotiva concorre al miglioramento di quella intellettiva.

Credo nelle partnership pure, in quelle interazioni silenziose fatte di sguardi che si incrociano. Da questo punto, è possibile dirsi tutto.

L’imprevedibile pianificato

L’imprevedibile non l’imprevisto.

Nel marketing strategico possiamo pianificare, organizzare e prevedere, sopperire all’imprevisto ma non all’imprevedibile.

L’imprevisto é negativo, lascia l’amaro in bocca, rompe i piani e ostacola il successo. L’imprevedibile é l’inaspettato e non il disatteso. L’imprevedibile non delude le aspettative, al contrario, le enfatizza.

L’imprevedibile é il risultato positivo e crescente del moto casuale di tre interazioni: apprezzamento, esperienza e coinvolgimento. La combinazione di questi elementi genera quello che Kotler definisce “momento WOW”.

Il momento WOW non è casuale, é una strategia di marca ben pianificata che genera sorpresa e meraviglia. Di che intensità é la sorpresa dei tuoi clienti quando vivono il tuo prodotto o il tuo servizio?

L’intensità del risultato esperienziale è tanto imprevedibile quanto meravigliosa e personale. Lavora sulle singole emozioni. Il successo del tuo lavoro è la “produzione artigianale” di sentimenti positivi.

Sii sorprendente. Sii differente. Sii insostituibile. Pianifica l’imprevedibile.

Chiamalo anche creatività

[…] si papà, ma io ho bisogno di creare! Quando eseguo gli esercizi “mi vengono in mente” delle melodie e non posso non farle.

La creatività è un esigenza, una necessità difficilmente gestibile perché si impone con forza. Lo sanno bene gli artisti, i creativi in genere, ma anche gli imprenditori.
Cos’è un’azienda se non un progetto imprenditoriale che nasce dall’intuizione creativa? E come riesce a crescere e a rigenerarsi se non attraverso stimoli emotivi e idee nuove?

Antonio Damasio, ne “L’errore di Cartesio”, spiega che non siamo macchine pensanti che si emozionano, ma macchine emotive che pensano.

Che tu sia un pubblicitario, un comunicatore, un consulente, un’artista, uno scrittore, un manager o un imprenditore, il tuo progetto è la tua creatura e in quanto tale è dotata di sentimenti.

Il sentimento non è solo parte integrante del modo di operare della ragione, ne è il completamento, la condizione necessaria per il successo del tuo progetto.

Tu chiamalo anche creatività.